![]() |
||
|
||||
Le professioni per l'impresaCaratteri distintivi, fattori di successo e testimonianzeClaudio Antonelli (a cura di)Prefazione di Enrico Sassoon Il mondo delle professioni è importante per l’economia di oggi. Il lavoro intellettuale è un fattore competitivo e probabilmente diventerà l’elemento decisivo del prossimo futuro, sia con la professioni esterne, che con quelle interne all’impresa. Per progettare nuove forme efficaci di organizzazione dell’impresa in un’economia della conoscenza è necessario conoscere le peculiarità delle professioni. La forma organizzativa che meglio esprime il valore delle professioni è la rete delle competenze, attorno a un nucleo essenziale di poche regole fisse. Dai concetti che fondano l’identità della professione, nasce un modello di descrizione e di interpretazione del mondo professionale e del ruolo che esso può svolgere nell’economia e nelle aziende stesse. I caratteri distintivi della professione ne definiscono il profilo d’identità, mentre i fattori di successo determinano l’entità del valore aggiunto. Alcune testimonianze di professioni per l’impresa esemplificano e rendono concreto il modello proposto, confermando le tendenze evolutive delle nuove professioni (professioni ICT, temporary manager, esperto di logistica, project manager, marketing manager, consulente di direzione). Ciascun caso professionale richiama la disciplina di riferimento, i problemi tipici da affrontare e il ruolo del professionista. Il profilo di competenze, i criteri e i metodi di accreditamento, completano il quadro di identificazione della professione specifica. Le associazioni professionali hanno compiti di stimolo e di regolazione, nell’interesse della comunità professionale e dell’utenza delle prestazioni. I destinatari di questo testo sono coloro che desiderano attrezzarsi per vivere e organizzare la nuova impresa in modo appropriato: professionisti, manager, imprenditori, e tutti i protagonisti dell’impresa del futuro. Con contributi di riflessioni e testimonianze da parte di: Roberto Bellini, Angelo Deiana, Bruno Lodi, Giovanbattista Marini, Sergio Meacci, Carlo Notari, Walter Giorgio Scott, Gian Luigi Vecchi |
||||
| Indice Analitico | Profilo Autori | Commenti Opinion Leader | Recensioni dai Media | Come Acquistare | ||||
Indice analitico
Impresa 2.0, di Enrico Sassoon
|
||||
| Indice Analitico | Profilo Autori | Commenti Opinion Leader | Recensioni dai Media | Come Acquistare | ||||
Profilo Autori |
||||
|
||||
|
||||
|
||||
|
||||
|
||||
|
||||
|
||||
|
||||
|
||||
|
||||
| Indice Analitico | Profilo Autori | Commenti Opinion Leader | Recensioni dai Media | Come Acquistare | ||||
Commenti di Opinion Leader al libroIl libro curato da Claudio Antonelli ha il grande merito di richiamare l’attenzione sul mondo variegato delle nuove professioni. Il testo propone un quadro articolato del lavoro professionale, da cui emerge l’importanza e il contributo che esso dà all’economia di un Paese come l’Italia. Giustamente pone i problemi del perché non vi sia una sufficiente attenzione a questo fenomeno e del perché il mondo delle professioni, non sia adeguatamente considerato da imprese, istituzioni, sindacati, mondo politico, opinione pubblica. Ho letto il lavoro di Antonelli principalmente con l’occhio del responsabile di una struttura impegnata a fornire servizi all’interno di un Gruppo internazionale, ma talvolta sono andato con le riflessioni ai miei precedenti vent’anni di consulente. Con queste due diverse prospettive, mi sono ritrovato spesso a considerare come il modello complessivo delle “Professioni” si adatti bene a descrivere il percorso virtuoso, gli elementi in campo, le forze di accelerazione e bilanciamento che contraddistinguono le organizzazioni finalizzate alla produzione di servizi e beni intellettuali d’eccellenza. Aver posto l’accento sul problema dell’associazionismo mi sembra il pregio maggiore del libro di Antonelli, perché la troppa insistenza, certe volte, sui requisiti individuali del successo ci porta a dimenticare il versante della natura collettiva delle difficoltà, soprattutto in momenti di crisi come questo che stiamo attraversando. Dobbiamo abituarci a vivere in un clima diverso da quello che abbiamo conosciuto negli ultimi tre decenni. Soprattutto per chi ha fatto il manager o il consulente del management si profila un futuro nel quale i problemi d’identità, associati a un ruolo definito, si presenteranno in maniera acuta e forse drammatica. Chi ha una certa età sarà indotto ad accelerare i tempi del ritiro dalla professione per ripararsi in un esilio sicuro e non doverne subire l’impatto. Ma per altri affrontare problemi d’identità forse può essere stimolante, così come provare a vivere ed operare con propri skill professionali in un mondo dove l’impresa non è l’unico punto di riferimento dell’organizzazione sociale. E allora anche le reti di professionisti dovranno essere un’altra cosa. Fa bene Claudio Antonelli a iniziare il suo libro parlando del cambiamento della natura dell’impresa: non più un condominio in cui convivono funzioni diverse, ma un network di professioni. In realtà l’impresa è sempre più una rete. Rete di imprese, rete di imprese e istituzioni, rete di imprese e territori e anche rete di imprese e professionisti. Nella turbolenta evoluzione del mondo del lavoro, le professioni impiegate dall’impresa hanno un ruolo decisivo sia sulle variabili hard come le performance che su quelle softcome la cultura aziendale. Le organizzazioni di successo fanno scelte che ottimizzano il mix tra professioni interne ed esterne e favoriscono lo sfruttamento di tutto il potenziale delle competenze in gioco. Uno strumento indispensabile per discutere e dare consapevolezza di sé al mondo delle professioni non regolamentate. Ho apprezzato il tentativo, che considero riuscito, di identificare e delimitare il campo, accompagnandoci, tappa dopo tappa, ad una definizione solida e suggestiva dei nuovi protagonisti dell'economia della conoscenza. Antonelli dedica il suo nuovo libro al tema delle professioni per l'impresa, spaziando nel mare più vasto dell'economia della conoscenza e delle professioni intellettuali in generale. Il primo merito è quello di aver individuato il tema delle professioni come argomento che meritasse una riflessione approfondita e ad ampio spettro. Un valore aggiunto è nell’aver raccolto e sistematizzato, in schemi brillanti per chiarezza, utilità ed utilizzabilità, molti contributi che studiosi ed intellettuali (da Davenport e Druker a Butera) hanno scritto sul tema. Il libro “le professioni per l’impresa” è utile a tutti perché descrive in modo sistematico l’importanza e le caratteristiche del lavoro professionale nei nostri giorni. Inoltre, rende comprensibile a tutti l’importanza del lavoro professionale sia all’interno delle imprese che, più in generale, nell’economia italiana. Infatti, spiega perché il lavoro intellettuale sia un fattore determinante nella competizione economica attuale e, soprattutto, futura. Il testo “Le professioni per l'impresa” apre al lettore profano ed anche al giornalista (tuttologo, ma sostanzialmente approssimativo) un’interessante finestra su un mondo per molti sconosciuto. Ci dice che l'impresa non è più un organismo chiuso, o che almeno esiste una scuola di pensiero per renderla sempre meno chiusa, grazie alla rete di collaboratori e di professioni collegate, che crea un lavoro collettivo. Oggi, del resto, tutto è lavoro collettivo, anche un giornale o un network televisivo. Senza una rete nessuno ce la fa, in nessun campo. L'impresa-rete è già un pezzo di futuro. In un momento in cui è possibile sentire ancora affermare in Parlamento, non al bar, che le professioni intellettuali sono solo quelle per le quali esiste un Ordine, senza che chi ascolta abbia un moto di orgoglio e smentisca seccamente l’oratore, leggere libri come quello di Claudio Antonelli riconcilia con la ragione. Certo, se è vero, come è vero, che viviamo nella economia della conoscenza, se le società evolute come le nostre in questo nuovo secolo si nutriranno soprattutto del sapere professionale, va notato che qualcosa non sta andando per il verso giusto. Ma, è stato detto, nessun esercito può fermare le idee. E’ bene però che ci siano persone di buon senso che le aiutino a correre. Il merito del libro di Antonelli è proprio questo: analizza con precisione e commenta con intelligenza i singoli elementi che costituiscono lo stato dell’arte delle professioni intellettuali, razionalizza il tutto e ne trae le inevitabili conclusioni. Ho letto con interesse il saggio di Antonelli: è un contributo maturo nel collegare nuove figure socio-professionali ad un vasto processo di innovazione organizzativa. Ho trovato interessanti i contributi di Antonelli e degli altri autori. Ripensando alla ricerca che ho curato nel 1987 Lavorare a Milano, il libro mi ha fatto vernir voglia di ripetere la ricerca a vent’anni di distanza. Sarebbe interessante studiare l'evoluzione delle professioni nel capoluogo lombardo. L’impresa, oggi come in passato, è un’istituzione. Un’istituzione fatta di tante componenti: il capitale, la proprietà, l’organizzazione, il lavoro, i consumatori. Tuttavia, l’impresa è cambiata profondamente negli ultimi anni: da istituzione statica è diventata sempre più dinamica e aperta. I confini d’impresa si sono fatti sempre più traspiranti: si confondono ormai con la comunità esterna, il territorio, la rete globale in cui sono inseriti. Il libro di Claudio Antonelli ha preceduto di mesi l’entrata dell’argomento professioni nel taccuino caldo della politica. Si dirà, c’era sempre stato: è vero, ma l’argomento ha avuto un percorso assai accidentato. Si discusse molto di professioni negli anni cinquanta, quando i partiti liberale e repubblicano prima maniera se ne fecero paladini. Poi, dagli anni sessanta in poi, l’argomento si è appannato via via che il lavoro dipendente prendeva il sopravvento tramite la sindacalizzazione attraverso le confederazioni legate ai partiti di massa. Nella cultura ideologica dominante nella Prima Repubblica le professioni sono finite nell’angolo, accusate di volta in volta di parassitismo e di evasione fiscale, a dispetto della protezione democristiana. Negli anni novanta, con l’accelerata crisi della socialdemocrazia (fenomeno europeo) l’argomento professioni è tornato all’attenzione dei partiti in un’ottica essenzialmente elettoralistica. Oggi si scrive e si discute di professioni più di ieri, ma tuttora manca nella politica una visione sociologica corretta del loro ruolo nelle società terziarie. Il prezioso libro di Antonelli va suggerito ai politici, quelli di buona volontà, pochi, che intendano capire come va il mondo. Il libro “Le professioni per l’impresa” di Claudio Antonelli fornisce un validissimo ed innovativo approccio scientifico all’analisi del lavoro di “professionista”. |
||||
| Indice Analitico | Profilo Autori | Commenti Opinion Leader | Recensioni dai Media | Come Acquistare | ||||
Estratti di recensioni dai media sul libroLE PROFESSIONI PER L'IMPRESA Caratteri distintivi, fattori di successo e testimonianze“Il mestiere di pensare” è il titolo del capitolo iniziale del libro “Le professioni per l’impresa”. Mi piace perché rende efficacemente l’idea che anche quello intellettuale sia oramai diventato un lavoro come fare il carpentiere e, una volta, il ciabattino e affondi le sue radici da un lato nell’economia della conoscenza e dall’altro, come si legge nel testo, nel modello di lavoro artigiano. A questo tema Claudio Antonelli, presidente di PIU - Professioni Intellettuali Unite, e altri autori dedicano un volume leggero, con un taglio didascalico e numerosi elementi descrittivi. Con concettualizzazioni e schemi chiarissimi, Claudio Antonelli fa comprendere come le caratteristiche strategiche-organizzative perseguite dalle imprese più moderne non si possano realizzare se non proprio con gli elementi che sono specifici delle professioni. I lavoratori della conoscenza, con le loro caratteristiche di innovazione, imprenditorialità e autonomia, stanno professionalizzando il lavoro e i rapporti contrattuali. La nuova impresa è fondamentalmente diversa dalla vecchia ed è pericoloso non rendersene conto. La buona novella è che l’impresa non è più un organismo chiuso, poiché è sempre più parte di una rete di competenze. La continuità fra interno ed esterno è anche la chiave per capire i nuovi lavoratori della conoscenza, per i quali la professionalità è importante, ma lo sono anche la vita personale, il tempo libero e la società fuori dell’impresa. Nel volume Le professioni per l’impresa s’individua un robustofil rouge che unisce due filoni di pensiero: l’uomo e l’economia finalmente si ricongiungono. La solida consapevolezza professionale è alla base di una reale autonomia dell’individuo nell’organizzazione, vera fonte di una capacità di innovare e contribuire con immaginazione e passione allo scopo collettivo dell’azienda e della società. Altre Recensioni su Riviste / Testate● HR On Line Rivista AIDP● Biblio News Associazione Bancaria Italiana ● Computerworld ● ePolis Friuli ● Il Gazzettino ● Il Giornalista Organo dell’Unione Nazionale Giornalisti ● ItaliaOggi ● Messaggero Veneto ● Millionaire ● Realtà industriale Associazione Industriali di Udine ● Sistemi & Impresa ● Unione Informa |
||||
| Indice Analitico | Profilo Autori | Commenti Opinion Leader | Recensioni dai Media | Come Acquistare | ||||
Come acquistare il libroLE PROFESSIONI PER L'IMPRESA Caratteri distintivi, fattori di successo e testimonianzeIl libro è disponibile nelle principali librerieInoltre è possibile l'acquisto on-line attraverso: http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=100.721 http://www.hoepli.it/libro/le-professioni-per-impresa.asp?ib=9788856810530 http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__le-professioni-per-l-impresa.php http://www.libreriastrategica.it/libri/__le-professioni-per-l-impresa.php http://www.ibs.it/code/9788856810530//professioni-per-impresa.html (sconto 10%) http://www.webster.it/libri-professioni_impresa_caratteri_distintivi_fattori-9788856810530.htm |
||||